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L’incontro tra la cucina regionale Made in Italy e il cibo di strada (Parte 2)

Dopo aver gustato, almeno con gli occhi, le delizie dello Street Food italiano nella Parte 1, quella dedicata allo street food del Nord Italia, ci avventuriamo ora alla scoperta della cucina da strada del centro del Bel Paese. Dalla Toscana al Lazio, ripercorreremo le tradizioni culinarie che sono diventate un must del cibo da strada italiano. Quella dello Street Food è una cultura molto antica, a dispetto di ciò che si pensa: già nell’Antica Roma, infatti, i cittadini dell’Urbe avevano una vita molto frenetica e pranzavano spesso fuori casa presso i mercati della capitale. Oggi questa moda ritrovata interessa all’incirca 2,5 miliardi di persone al mondo, appassionati soprattutto di cibo di strada italiano.

Street Food Italia: il migliore cibo di strada da gustare al Centro

TOSCANA

Gli street food toscani rappresentano il 25% di tutti gli operatori italiani. Un dato che mostra quanto piacciano al pubblico le tradizioni culinarie toscane rivisitate come cibo di strada.

Panino con il lampredotto

La cucina da strada raccoglie a piene mani dai piatti tipici della cucina fiorentina. L’ingrediente principale di questo famosissimo piatto è l’abomaso, uno dei quattro stomaci dei bovini. Questo viene cotto a lungo in acqua aromatizzata con sedano, cipolla, pomodoro e prezzemolo. Quindi si taglia a pezzetti e viene usato per farcire il semelle, un panino toscano salato.

Panino con il lampredotto

Panino con il lampredotto

Necci

Dischetti di farina di castagne accompagnati dalla ricotta. In autunno le fiere e i mercatini si riempiono dell’odore di questo cibo di strada italiano cotto sulla brace delle foglie di castagno.

Necci

Necci

Covaccini

Schiacciatine sottili farcite con prosciutto, mozzarella e verdure sott’olio. Inutile dirlo, a Firenze ne sono ghiotti fiorentini e turisti, che tra una visita e l’altra ad una delle città più belle del mondo, non perdono di vista un altro patrimonio italiano incommensurabile: il buon cibo.

Frati dolci

Uno dei dolci tipici della cucina livornese si presta benissimo alla strada. Lo sanno bene in piazza Cavallotti, dove il “frataio” è un’istituzione. Impasto senza uova e tipica forma a ciambella. I più golosi lo farciscono, i più tradizionalisti lo preferiscono puro. Purché si mangi.

Brigidini

Un grande classico dello street food toscano. Piccole sfoglie al gusto di anice originarie di Lamporecchio che hanno contagiato l’intera Toscana e anche tutta l’Italia.

Cinque e cinque

Sul litorale toscano è possibile assaggiare questo esempio di cucina da strada che prende il nome dall’antico sistema di pagamento: cinque soldi di pane e cinque soldi di torta di ceci. Le varianti sono molte ma quello che cambia maggiormente di zona in zona è il nome: “cecina” a Pisa, semplicemente “torta” a Livorno, per rispettare lo spirito campanilistico anche nell’ambito dello street food.

ABRUZZO

Primo Levi la definiva una terra forte e gentile. E così è la cucina da strada dell’Abruzzo, forte nei sapori e gentile nella sensazione di benessere che dona a palati e stomaci. Ecco i migliori cibi di strada abruzzesi.

Arrosticini

In cima alla lista dello street food abruzzese troviamo questi tipici spiedini di carne di pecora, appunto arrostiti. C’è tutta la tradizione pastorale di questa terra in questo cibo di strada che utilizza le migliori parti della pecora e del castrato, tagliate a quadrati piccolissimi e infilzate in lunghi spiedini di legno, detti cippetti in dialetto, alternando 3 pezzi di magro e 2 di grasso. La differenza la fa anche la cottura: rigorosamente alla brace sulla “furnacella” o “rustellara”. Da mangiare caldi, anzi di più.

Porchetta di Campli

Prendi un maiale intero, svuotato, disossato, condito e insaporito con le spezie. Prendi un paesino in provincia di Teramo. Prendi una tradizione culinaria che ha origine nel 1575. Quello che ottieni è uno dei cibi street food più amati del territorio.

Coccodrillo

Non c’è da avere paura: tutto quello che riceverete pronunciando questa parola in Abruzzo è una pizza bianca, dalla forma allungata e imbottita di mortadella. Il Forno Zulli, creatore della mitica ricetta, ne sforna in continuazione. Il nome deriverebbe dalla forma della pizza: la mortadella che sporge fa pensare alla lingua di un coccodrillo. Per una fame vorace.

Pizza Lancianese

Pizza al taglio croccante, fragrante e farcita con peperoni e acciughe. La sua preparazione è legata alla festività della Madonna del Ponte, dopo i fuochi d’artificio nella notte del 13 settembre: è il segnale per i lancianesi che si riversano letteralmente nei forni storici della città per farne abbondante scorpacciata.

UMBRIA

La maggior parte dei cibi da strada umbri sono “in comune” con le altre regioni: porchetta, fritti misti e pizze di tutti i tipi. Ma c’è un tipo di street food in cui questa regione è maestra.

Crescia di Gubbio

Meglio conosciuta come torta al testo, la variante umbra della piadina: un impasto tondo a base di acqua, farina, bicarbonato (o lievito) che viene bucherellato, disteso e cotto sul tipico panaro, un disco di ferro reso rovente dalla fiamma viva della brace. Buonissima con salumi, costarelle e verdure. Buonissima sempre.

MOLISE

La seconda regione più piccola d’Italia rivendica un posto nella lista dello street food. Non sono molte le specialità tipiche divenute cibo da strada, ma sono sicuramente tra le più buone.

Fiadone

Una specialità pasquale divenuta cibo di strada italiano reperibile tutto l’anno. Un calzone rustico, preparato con una sfoglia a base di farina, uova, vino bianco e olio, ripieno di formaggio (pecorino o ricotta). Per i più golosi c’è anche la versione con salsiccia oppure quella dolce, con canditi e uvetta.

Torcinelli

Il simbolo dello street food molisano: rotolini di fegato e trippa e budella d’agnello conditi con sale, pepe, peperoncino e prezzemolo cotti sulla brace. La cucina povera tradizionale si reinventa come ottimo cibo da strada.

Torcinelli

Torcinelli

MARCHE

Olive all’ascolana

Chi dice fritto dice olive all’ascolana e dice Ascoli Piceno. Le grandi olive a marchio DOP della zona vengono denocciolate e farcite con un ghiotto ripieno a base di carne macinata, scorza di limone, uova, parmigiano e noce moscata. Poi un triplo carpiato nell’olio bollente, dopo essere state rigorosamente impanate. Un must dello Street Food italiano, consumate nel comodissimo “cartoccio di carta” a forma di cono.

LAZIO

Incrocio di culture e di interessi. Meta di turisti provenienti da ogni parte del mondo. Qui, dove migliaia di anni fa nacque la cultura del cibo di strada, lo street food trae nuova linfa da vecchie tradizioni.

Porchetta di Ariccia

In provincia di Roma, nel cuore della zona dei Castelli, prende vita la carne suina che porta impresso il marchio IGP. Di generazione in generazione, di padre in figlio, questa specialità disossata e speziata è diventata la farcitura perfetta per un ottimo panino da strada. Crosta croccante, fette bianco-rosate, e quell’aroma di rosmarino, pepe e aglio. Inconfondibile.

Porchetta di Ariccia

Porchetta di Ariccia

Trapizzino

Non ha origini antiche questo gustosissimo esempio di street food italiano. Come suggerisce il nome si tratta di un prodotto a metà strada tra il tramezzino e la pizza. Questo perfetto cibo di strada laziale unisce le qualità migliori di entrambi: una tasca triangolare preparata con l’impasto della pizza bianca romana, imbottita con piatti tipici del Lazio, dalla coda alla vaccinara alla trippa alla romana, dalla parmigiana di melanzane alle seppie con piselli. Dal passato verso il futuro, con un morso al presente.

Trapizzino

Trapizzino

Maritozzo

Un dolce classico della pasticceria laziale: una buonissima brioche di forma allungata, arricchita con pinoli e uvette. Non si rinuncia mai ad un goloso maritozzo che scoppia, letteralmente, di panna montata con una spolverata di zucchero a velo. Perché la dolcezza non è mai abbastanza.

Maritozzo

Maritozzo

Pizza al taglio

Teglie coloratissime fanno bella mostra nelle vetrine degli storici forni romani. Dalla classica pizza bianca, a quella con le patate, passando per porchetta e mortadella. Sosta obbligata per i turisti che non vogliono perdersi niente, ma proprio niente, della Capitale.

Grattachecca

Non chiamatela granita, a meno di non scatenare l’ira dei laziali puristi. Questo Street food da bere più che da mangiare è decisamente estivo. Come si prepara? Grattando un blocco di ghiaccio (checca) e insaporendo la brina ottenuta con succhi o sciroppi a base di frutta, di tutti i colori, i sapori e le dimensioni che vi vengono in mente.

Grattachecche

Grattachecche

Non c’è Parte 2 senza Parte 3. E allora via di corsa giù, lungo lo “Stivale” dei sapori street food, a scoprire quali sono i cibi da strada italiani più buoni dell’Italia Meridionale.

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