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L’incontro tra la cucina regionale Made in Italy e il cibo di strada (Parte 1)

Non solo lusso. L’eccellente cibo italiano non è una prerogativa dei pluripremiati ristoranti stellati. Sono sempre di più, infatti, i turisti che, tra una pausa e l’altra del proprio itinerario di viaggio nel Bel Paese, si fermano a godere della bontà del cibo da strada italiano. Cresce la passione per lo Street Food in tutto il globo ma anche in questo caso, c’era da aspettarselo, “Italians do it better”. E allora andiamo alla scoperta del migliore cibo di strada in una ricerca che attraversando tutto lo “Stivale”, cominciando dall’Italia settentrionale. Comincia da qui il nostro viaggio nel mondo del cibo da strada italiano.

Street Food Italia: il migliore cibo di strada da gustare al Nord

VALLE D’AOSTA

Qui più che di “cibo di strada” è bene parlare di “cibo di sentiero”. Gli sconfinati spazi verdi e l’immensità delle montagne più belle d’Italia fanno da cornice ai piatti tipici della Val D’Aosta, che si possono gustare comodamente tra una passeggiata e l’altra come cibi Street Food.

Lardo

Pane, miele e lardo. Uno dei must dello Street Food valdostano. Impossibile resistere a questo gusto pungente di montagna, con una punta di dolcezza. Al Chiosco, ottimo locale Street Food, i panini con lardo e fontina sono disponibili a partire da soli 4 euro.

Lardo

Lardo

Moccetta

Salume magro, tagliato in fettine sottili, quasi trasparenti, e servito con un filo di miele, accompagnato da pane, burro e un bicchiere di vino.

Prosciutto di Saint Marcel

Un prosciutto crudo insaporito con le erbe di montagna, così da ottenere un più ricco e piacevole gusto. Da solo o accompagnato con il pane, è uno dei cibi italiani da strada più apprezzati dai turisti.

Prosciutto di Saint Rhemy en Bousses

Un prodotto a marchio Dop, prodotto nel cuore della Valle D’Aosta. Il pregiatissimo sapore gli ha fatto guadagnare l’appellativo di principe della salumeria valdostana. Tappa obbligatoria alla Prosciutteria sous le Pont de Bousses.

Tegole

Biscotti tondi e piatti, ottimi da sgranocchiare, fatti semplicemente con mandorle, nocciole, burro, albume e farina.

TRENTINO ALTO ADIGE

Forse non tutti sanno che il Trentino è una delle regioni con la maggiore tradizioni di cucina da strada. Lo Street Food qui è di casa, con tantissime “sfizi” dolci e salati.

Krapfen

Il classico “bombolone” di ispirazione tedesca è ideale per riscaldare lo stomaco nei freddi pomeriggi invernali, cercando il regalo giusto tra i caratteristici mercatini di Natale trentini. Esiste una variante che sta diventando anche più famosa: i kirchtagskrapfen, ravioli fritti ripieni di confettura di albicocche e semi di papavero.

Crostoli

Dopo quelli di Natale, arrivano i classici dolci carnevaleschi: un impasto a base di farina, uova, zucchero, burro e grappa rigorosamente trentina. Fritti o al forno, i grostoi di Varignano fanno letteralmente impazzire gli appassionati di Street Food Italia, specie se accompagnati da un ottimo vin brulé.

Brazedel

Continuando in tema “dolcioso”, troviamo queste ciambelle simbolo della tradizione: in origine rappresentavano un dono nuziale o il regalo che a Capodanno padrini e madrine facevano ai loro figliocci come simbolo augurale. Oggi al Panificio Pasticceria Zanetel è possibile gustarle al volo, appena sfornate.

Apfelkiechl

Nella carrellata dedicata al migliore street food trentino potevano mai mancare le frittelle di mele? Eccole, servite calde calde con una bella spolverata di zucchero a velo oppure accompagnate con panna e cannella o salsa alla vaniglia. Dall’albero alla padella, dal produttore al consumatore.

Apfelkiechl frittelle di mele

Apfelkiechl frittelle di mele

Strauben

Il nome è tutto un programma. Il termine tedesco significa ““arricciato, tortuoso”, ed è così che si presenta questo dolce portafortuna altoatesino: un composto di tanti vermicelli aggrovigliati tra loro, guarnito con zucchero a velo o abbinato alla confettura di mirtilli.

Strauben

Strauben

Bauerntoast

Per accontentare tutti i palati lo Street Food Trentino contempla anche la parte dedicata al salato. Questo è il “toast del contadino”: uno spuntino semplice e rustico che ben si abbina alla “nuova” tradizione del cibo da strada italiano. Nella versione classica si presenta come un panino di segale aromatizzato con varie spezie (anice, cumino o trigonella) e ripieno di speck e formaggio di montagna. Ma è possibile combinare le più infinite varianti, a seconda dei propri gusti.

Bauerntoast

Bauerntoast

Tortel de patate

Avventurandosi lungo le strade di Trento capita sempre più spesso di imbattersi in profumatissimi involti di carta paglia che avvolgono il più classico dei tortini salati italiani: quello fatto con le patate. Niente cottura light al forno per questo buonissimo cibo da strada, ma una “grassa” e gustosa spalmata in una padella colma d’olio.

Panino con il würstel

Tranquilli, tranquilli, non lo abbiamo dimenticato: ecco il re dello Street Food del Trentino Alto Adige. Si può scegliere tra tante varietà: dai Meraner (preparati con carne di manzo mista a quella di maiale e speziati) ai Weisswurst (bianchi, non affumicati). Nel chiosco di Piazza delle Erbe, a Bolzano, il wurstel viene servito da solo, con il pane intrecciato brezel a parte, oppure direttamente nel panino con diverse salse.

VENETO

Anche il Veneto si difende bene nell’ipotetica classifica delle regioni più ricche di spunti per lo Street Food Italia.

Scartosso di pesce fritto

Uno dei più antichi cibi di strada italiani si vende quotidianamente agli angoli delle calle veneziane. Venezia. Il classicissimo cartoccio di frittura di pesce veniva preparato già nel 1600. Poco è cambiato da allora: il fritto della Laguna è ancora lo Street Food veneto più amato. Calamari, schie, acquadelle, sarde, sardine, gamberi, sogliole, mazzancolle, trigliette e verdure vi aspettano unte e calde dal Vecio Fritolin.

Puccia o Pane di Cortina

Impasto di farina di grano tenero e farina di segale, con l’aggiunta di semi di cumino, semi di finocchio e zigoinr, un particolare origano selvatico della zona ampezzana. Ottimo da mangiare riscaldato e accompagnato da formaggi.

Baccalà alla vicentina

Uno dei piatti tipici veneti più famosi presenta la sua versione street food. Il sapore è quello della tradizione, il modo di mangiarlo è tipicamente moderno: un boccone al volo tra un impegno e l’altro, senza rinunciare alla bontà.

Baccalà alla vicentina

Baccalà alla vicentina

Cicheti

Se l’aperitivo a Milano diventa un happy hour con spritz e stuzzicherie varie, a Venezia l’alternativa è costituita da un piatto riempito di polpette, crostini con il baccalà, sarde in saor, acciughete, folpeti, salumi, mezze uova e molto altro. Chiacchiere, vino e un ghiotto spuntino dopo una lunga giornata di lavoro.

Radicchio rosso IGP

Sono tanti i modi di cucinare questo cibo da strada veneto, tipico del trevigiano: fritto, ai ferri, al forno, oppure alla maniera classica, radici e fasio. Buono, pratico e veloce: un perfetto esempio di street food.

Radicchio rosso IGP

Radicchio rosso IGP

Sfilacci di cavallo

Usati per condire la pizza o da spizzicare in giro per la strada, questi filamenti di carne tenuta sotto sale, affumicata e pestata sono adorati dai veneti e incuriosiscono i turisti in giro per Rovigo.

Polenta fasoà

Tra i cibi della tradizione veneta non può mancare la polenta, in questo caso cotta con una zuppa di fagioli, arrostita e tagliata a fette. Incartata e servita calda nelle passeggiate d’inverno, con vista sulle Dolomiti.

Baci di Giulietta e Romeo

Non possiamo spostarci dalla terra veneta senza aver prima fatto una tappa sotto il balcone più famoso del mondo. I due amanti veronesi non hanno avuto il tempo di scambiarsene molti e quei baci mancati sono diventati deliziosi dolcetti di mandorle e nocciole, simbolo di un amore eterno, e dolcissimo.

FRIULI-VENEZIA GIULIA

Dal dolce al salato, la moda dello street food ha contagiato anche l’Estremo Oriente Italiano.

Strucchi e gubanette

Dolci tipici di Udine, a base di uvette, nocciole tritate, pinoli e noci da gustare assolutamente alla Pasticceria Gelateria Ducale. Una tappa veloce e via, verso nuove avventure friulane.

Putizza

Il re dello Street Food a Trieste è un dolce arrotolato, simile a una ciambella ripiena di frutta secca. La bora tra i capelli e la vista su una delle città più belle d’Italia: scenografia perfetta e cibo perfetto. That’s all folks!

Buffet (o spacéti)

Letteralmente piccoli spacci. Posti in cui è possibile mangiare qualcosa a qualsiasi ora, sentendosi come uno di quei mercanti che affollavano il porto di Trieste furbi e affamati. E allora ecco in bella vista una serie di golosità friulane, cibo per gli occhi e per lo stomaco: cotechino, zampone, pancetta, carrè, lingua, luganeghe, wurstel, zampetti, testina, panini, tartine, baccalà mantecato, frittini di pesce. Non vi è venuto un leggero languorino?

Frico

Nato come piatto tipico della tradizione friulana in ambiente familiare, viene oggi servito in strada, in vaschettine con forchettina. Cos’è? Formaggio cotto in padella con burro e lardo. Si può scegliere tra quello friabile fatto con il montasio, che ricorda una galletta oppure quello morbido con l’aggiunta di patate (e magari cipolle o mele o erbe o speck o porro). Una “passeggiata” di salute, in ogni senso possibile.

Frico

Frico

EMILIA-ROMAGNA

L’impasto base del pane in tutti le varianti possibili e con ogni condimento pensabile. Lo street food in Emilia Romagna non stuzzica la fame, la soddisfa.

Crescentina modenese o tigella

A Modena non c’è tradizione più nota della cottura di questo tipico pane piatto e tondo, cotto sulla brace grazie all’omonimo disco di terracotta. Da mangiare passeggiando, farcita con la tradizionale cunza (un composto a base di lardo, rosmarino e aglio) oppure, neanche a dirlo, con salumi e formaggi.

Piadina

Chi dice Romagna, dice piadina. Anzi, piadina con Squacquerone dop, rucola e prosciutto. Che sia sfoglia sottile oppure spessa, a seconda delle zone, lo street food romagnolo per eccellenza è il pasto frugale più consumato anche al di fuori dei confini regionali. Cibo di strada, ma anche di cucina dell’ultimo minuto.

Piadina Romagnola

Piadina Romagnola

Torta fritta o gnocco fritto o crescentina

Questo esempio di street food emiliano è talmente diffuso e tipico da essere conosciuto con tre nomi diversi. Rigorosamente fritto in abbondante olio è creato a partire da un impasto semplicissimo: farina, lievito, acqua e sale, tagliato a forma di quadrati. Indovinate un po’ da cosa viene accompagnato? Esatto, salumi, salumi e ancora salumi.

Torta fritta o gnocco fritto o crescentina

Torta fritta o gnocco fritto

Erbazzone

Detto anche scarpasòun, questo polpettone adagiato su una base di pasta contiene praticamente di tutto: bietole, spinaci, uova, scalogno, cipolla, aglio e parmigiano. Prendere fiato e assaggiare.

Erbazzone

Erbazzone

Carciofa

A dispetto del nome non particolarmente invitante, questa torta salata con carciofi e formaggio fa letteralmente impazzire i clienti che affollano il locale di Pepén. Sapore forte, ma successo garantito.

Batarò

Parliamo di cibo di strada piacentino: un piccolo panino tradizionale cotto sulla stufa o sulla piastra del forno a legna. Il nome deriva dalla battitura a cui viene sottoposto l’impasto a base di farina e farina di granturco. Ovviamente va farcito, preferibilmente con prosciutto crudo e gorgonzola. Nessun panino resta vuoto troppo a lungo in Emilia Romagna.

PIEMONTE

Lo Street food piemontese racconta di un passato di storia e radici, con ricette in via di estinzione rivisitate dal cibo di strada, per non scomparire dalla tradizione culinaria regionale.

Miasse

Farina, uova, latte e ferro: uno strumento apposito utilizzato dal XV secolo, molto prima che i francesi inventassero la padella per fare le crepes. Sottili, croccanti e prive di sale. Nella variante street food è possibile scegliere se mangiarle al naturale, farcite con il salignun, formaggio fresco aromatizzato dal peperoncino, oppure ancora con gorgonzola, toma, vari tipi di salumi, confetture, miele, marmellata di mirtilli e panna, burro, Nutella.

Baci di dama

Due “labbra” di pasta di nocciole unite da uno strato di cioccolato gianduia. Un dolce che si mangia in un boccone e riempie il cuore. Sì, anche la pancia, purtroppo.

Baci di Dama

Baci di Dama

Krumiri

I biscotti tipici di Casale Monferrato ispirati ai baffi di re Vittorio Emanuele II sono amatissimi dai piemontesi, ma anche dai turisti. Perfetti da tuffare nel latte quando si ha a disposizione una tazza, ottimi da sgranocchiare durante un giro nella caratteristica cittadella italiana.

Belecàuda

Tra i piatti tipici della cucina da strada piemontese c’è la farinata (farina di ceci, acqua, sale e olio extravergine di oliva). Come si serve? Lo dice il nome: “bella calda”.

LIGURIA

Contrariamente a quanto si possa immaginare, lo Street food ligure non è basato sui prodotti del mare ma su quelli dell’entroterra: materie prime semplici e tradizionali che diventano ottimo cibo da strada italiano.

Panisse

La base di questo impasto si attiene alla ricetta che da secoli tramanda la cucina ligure: farina di ceci, sale e acqua. Quello che conta davvero qui è il caratteristico stampo (testo) in cui viene versato il tutto prima di fare una tappa nel forno ed essere poi servito in pezzi irregolari. I condimenti più graditi: cipolla o olio e limone.

Torta verde

Una sfoglia sottile con ripieno di riso, zucchine ed erbette come la bietola, che cambiano a seconda della stagione. All’Ostaja San Vincenzo, a Genova, si dice ci sia la migliore della città. I vegeteriani apprezzeranno molto questo esempio di street food ligure.

Fugassa

La storica focaccia genovese si può trovare in tante varianti con il formaggio, pomodoro, olive, aglio e cipolla. Un cibo di strada diventato un vero e proprio cult. Possiede tutte le caratteristiche desiderate: è sottile, leggermente croccante all’esterno e morbida all’interno. I liguri mangiano quella del Panificio Mario anche a colazione, intinta nel latte.

Fugassa

Fugassa

Focaccia di Recco

Arriva dall’Ottocento questo street food italiano formato da due strati molto sottili di pasta non lievitata. Il vero punto forte è la farcitura di prescinseua o, molto più spesso, di stracchino o crescenza di origine ligure. Nel forno avviene la magia: il formaggio si fonde con la pasta formando un prodotto unico e talmente ghiotto da meritarsi la denominazione IGP.

Frisceu

Chiudono il nostro viaggio lungo le strade della Liguria, queste tondeggianti frittelline in pastella con erbette tagliate sottili. Una tira l’altra, mentre sotto gli occhi scorre l’immagine di uno dei paesaggi più belli del Nord Italia.

LOMBARDIA

Il tempo è danaro. Lo street food lombardo è pensato per accompagnare i frenetici ritmi del lavoro delle grandi città: pasti frugali, ma deliziosi.

Mondeghili

I milanesi si sa, sono grandi risparmiatori, e proprio dalla parsimonia del popolo lombardo sono nate queste polpette fatte con i resti di carne di manzo brasata o bollita. Il tutto viene tritato insieme alla salsiccia, alla mortadella e al pane raffermo ammorbidito nel latte. Un uovo e un pizzico di spezie. E via, un tuffo nel burro: colesterolo non ti temo!

Mondeghili

Mondeghili

Caldarroste

Con i primi freddi, i chioschetti che propongono questo cibo italiano da strada spuntano come funghi, anzi, come castagne. Gli ambulanti si affollano in Piazza Duomo per proporre coni colmi di caldarroste fumanti a turisti e passanti. Ovviamente si possono trovare ovunque, perché le castagne sono diffuse in tutto il territorio italiano. Più che una moda, una vera e propria istituzione.

Caldarroste

Caldarroste

Sciatt

Ghiotti bocconi di formaggio Casera fritti in una pastella sottile a base di grano saraceno. In Valtellina sono uno dei cibi di strada più amati, serviti nel comodissimo cono da passeggio. Facile a dirlo, a Milano, capitale della moda, si parla di sciatt à porter.

Il viaggio nell’Italia del cibo da strada non finisce qui: nella Parte 2 gusteremo insieme il migliore Street Food del centro italia.

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