La pittura equestre di Michi Grassi in mostra al Campidoglio: la maestosità di Imperius Interius
Roma ha ospitato un nuovo appuntamento culturale dedicato all’arte contemporanea con la mostra personale del Maestro Michi Grassi, allestita il 26 febbraio 2026 nella Sala Laudato Si’ del Campidoglio, nel cuore simbolico della Capitale. L’esposizione, promossa dall’Associazione culturale Art Global, è stata curata dalla Dott.ssa Angiolina Marchese in collaborazione con l’art curator Rosanna Vetturini e con il contributo critico della Dott.ssa Laura Bruno.
L’evento ha registrato una significativa partecipazione di pubblico e di personalità del mondo istituzionale, culturale e artistico. Tra i saluti istituzionali si è distinta la presenza della Consigliera dell’Assemblea Capitolina Rachele Mussolini, che ha sottolineato il valore di iniziative capaci di unire memoria storica e sensibilità contemporanea, evidenziando l’importanza di sostenere progetti artistici che arricchiscono la vita culturale della città.
La serata ha visto inoltre la partecipazione di Mons. José Manuel Del Rio Carrasco, dell’attore Andrea Roncato, della psicoterapeuta Stefania De Risio, della dirigente Nicole Moscariello, dell’artista Cristina Natale, del Gen. Tommaso Bruni, del Prof. Sante De Angelis e dell’Avv. Claudio Coratella, intervenuti con riflessioni che hanno ampliato il dialogo tra arte, etica e società.
La pittura equestre di Michi Grassi incanta il Campidoglio
Classe 1988, Michi Grassi è oggi riconosciuto tra i più autorevoli esponenti internazionali della Equine Art contemporanea, un filone artistico che indaga il rapporto tra uomo e cavallo attraverso la pittura. Le sue opere nascono da uno studio diretto degli animali dal vivo e si distinguono per un uso intenso della luce e per una tensione espressiva che richiama, in alcuni passaggi, suggestioni caravaggesche.
Nel corso della sua carriera l’artista ha esposto in contesti internazionali di prestigio come il Longines Global Champions Tour, il Global Arabian Horse Championship e Fieracavalli Verona, portando l’eccellenza dell’arte equestre italiana in numerosi circuiti culturali e sportivi. Le sue opere fanno parte di collezioni private e istituzionali in diversi paesi.
L’opera “Imperium Interius” come richiamo alla statua di Marco Aurelio
Tra i lavori presentati in mostra spicca l’opera pittorica “Imperium Interius”, che si inserisce in un dialogo ideale con la celebre statua equestre di Marco Aurelio, simbolo di equilibrio e di pensiero stoico.
Secondo il testo curatoriale, l’opera non celebra la potenza come dominio esterno ma come tensione governata dall’interno. Il cavallo, colto nell’atto dell’impennata, non diventa gesto trionfale: la muscolatura tesa e il movimento trattenuto raccontano una forza sospesa, fermata sulla soglia della propria espansione.
La presenza di un drappo rosso, memoria di autorità e sacrificio, viene ricondotta a una misura interiore, mentre la materia pittorica, vibrante ma controllata, restituisce l’immagine di una potenza consapevole, in equilibrio tra istinto e disciplina.
Come nella riflessione stoica, suggerisce il curatore, il vero imperium non coincide con il comando sugli altri ma con il governo di sé, trasformando l’energia del cavallo in una metafora della condizione umana e del suo fragile equilibrio tra impulso e controllo.


