Una vita per la moda, quella del fashion designer Roberto Guarducci, che oggi abbiamo l’onore di intervistare per IEX- Italian’s Excellence. Classe 1959, livornese di nascita trapiantato a Bari, comincia la sua carriera alla fine degli anni ’70 disegnando pellicce. Apprende dai migliori all’interno della Maison Basile a Milano dove si gettano le basi per il suo futuro da eccellenza italiana nel campo della moda.

Nel 1982 incontra le sorelle Fendi e ne nasce una collaborazione che lo legherà alla celebre maison italiana fino al 2003. All’interno dell’atelier romano lo stilista Guarducci collabora con il Kaiser della moda Karl Lagerfeld e con il costumista Piero Tosi, importante punto di riferimento di registi del calibro di Luchino Visconti. Sotto la sua guida sfilano le top model internazionali più ambite, come Naomi Campbell, Linda Evangelista, Christie Turlington, Clarissa Burt, Monica Bellucci, Inès de la Fressange, Iman e tante altre.

Dopo 20 anni in Fendi, Roberto si è dedicato all’insegnamento, diventando Docente di Fashion Design presso l’Accademia delle Belle Arti. Parallelamente ha deciso di sviluppare una griffe che portasse il suo nome: così è nato il marchio Roberto Guarducci, che si esprime attraverso collezioni di Alta Moda elegantissime, che traggono spunto dai riferimenti estetici di Art Nouveau e Art Dèco.

Roberto Guarducci è anche direttore artistico del grande evento di Alta Moda “La Magia delle Muse”, del quale è l’ideatore e promotore. L’evento è ospitato dalla Sala delle Muse del Circolo Unione del Teatro Petruzzelli di Bari, e ha visto tra i protagonisti alcuni dei nomi più importanti della moda internazionale, come Gianni Molaro, Nino Lettieri, Franco Ciambella, Carlo Alberto Terranova Sarli New Land, Michele Miglionico, Claudia Perdicchia e tanti altri. Ogni anno viene assegnato il premio “La Musa dell’Anno”, ad un’eccellenza della moda, del giornalismo, del cinema, della cultura, dell’arte e dello spettacolo.

Credits: LUIGI D’ARCANGELO FOTOGRAFIA

Un viaggio nella moda di Roberto Guarducci, una carriera costellata di successi

Scopriamo, dal vivo racconto di Roberto Guarducci, quali sono i segreti e le sfumature che si celano dietro una grande carriera nel mondo della Moda italiana.

Com’è nata la sua passione per la moda e quando ha capito di essere sulla strada giusta per mettere in mostra il suo talento?

La mia passione per la moda nasce con me sin da giovanissimo. Da quando ero piccolo mi sono sentito attratto da tutto ciò che era legato all’estetica e alla bellezza. Certamente l’influenza del gusto per l’estetica mi è stato trasmesso da mia madre, una donna estremamente elegante in modo naturale.

La mia percezione del bello si è sviluppata nel tempo, poi sono state le opportunità favorevoli a determinare il mio ingresso nella moda. Dopo le mie importanti esperienze professionali mi sono reso conto che avrei potuto realizzare qualcosa di personale creando un mio marchio, con il quale avrei potuto realizzare delle collezioni di moda con il mio nome.

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L’incontro che le ha cambiato la vita è indubbiamente quello con le sorelle Fendi: com’è stato lavorare per una delle maison di moda italiana più importanti al mondo? Ci racconti un aneddoto legato a quel periodo.

Lavorare per la Maison Fendi è stato sicuramente molto impegnativo ma anche estremamente affascinante. Qui ho avuto modo di comprendere che questa professione richiede un impegno molto attento di ideazione, sperimentazione e realizzazione; pertanto, l’obiettivo che si vuole raggiungere ne richiede molta dedizione e professionalità.

Di ricordi belli legati a quel periodo ce ne sono tanti, ma uno in particolare è legato al periodo delle sfilate in piazza di Spagna a Roma – se ricordo bene doveva essere l’anno 1987 – alla manifestazione “Donna sotto le Stelle”, che veniva trasmessa in tv dalla Rai e dalla Mediaset, nella quale collaboravo alla realizzazione della sfilata Fendi. In quella particolare occasione, oltre a vestire le grandi top model, ebbi modo di conoscere la famosa cantante Grace Jones che proprio in quell’anno fu invitata a sfilare indossando una splendida creazione sartoriale di pellicceria della Maison cantando uno dei suoi famosi successi. Mi ricordo che, prima di esibirsi, dopo essere uscita dalla famosa fontana del Bernini “La Barcaccia”, io le feci indossare una splendida pelliccia di zibellino e, mentre la cantante durante lo show saliva la scalinata cantando, le splendide indossatrici la scendevano.

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La carriera ha preso il volo con la creazione di un brand che porta il suo nome: quali sono le ispirazioni della moda firmata Roberto Guarducci e per quali tipologie di donne sono pensate?

Il percorso estetico che seguo nelle mie creazioni sartoriali si esprime in una forma creativa che desidera valorizzare la personalità della figura femminile, attraverso una comunicazione visiva che rispetta la sua immagine fisica.

Le ispirazioni creative a cui faccio rifermento possono essere di varia natura, ma l’Arte pittorica degli artisti dell’Art Nouveau e dell’Art Dèco sono per me una fonte inesauribile di emozioni e quindi di spunti estetici fondamentali al mio ideale di ricerca e di sperimentazione.

I miei abiti si caratterizzano per l’eleganza, l’innovazione e lo stile, oltre che per i preziosi tessuti italiani valorizzati da raffinate e sofisticate lavorazioni sartoriali.

Il mio obiettivo creativo mira a vestire una donna sicura della propria personalità, consapevole della sua femminilità e che desideri valorizzare la propria figura con eleganza, stile e classe.

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Non solo stilista, ma anche ideatore e promotore di diversi eventi nel campo della moda, come La Magia delle Muse. Cultura e fashion si intrecciano per offrire al pubblico uno spettacolo unico: cosa significa per lei questo evento e cosa pensa della necessaria svolta digital che stanno affrontando gli eventi legati alla moda?

La Magia delle Muse mi ha dato la possibilità di esibire la vera bellezza, il fascino e lo stile senza tempo della moda di qualità attraverso creazioni sartoriali di classe. È un evento esclusivo che ho desiderato e studiato particolarmente proprio per esprimere quell’eleganza che non vuole esibire creazioni dalla forzata originalità ma che, al contrario, desidera mettere in evidenza la moda attraverso la qualità e quel buon gusto che faccia ancora sognare l’osservatore e desiderare di essere vissuta ed indossata.

La moda digital oggi è diventata un mezzo per esprimersi, ma che non assolve pienamente alle esigenze necessarie all’esposizione più completa del prodotto che viene proposto, perché la mancanza di una visione diretta delle sfilate ne limita moltissimo l’immagine diretta e le emozioni che da esse ne derivano.

70 anni di moda italiana. Ecco, per Roberto Guarducci quali sono le caratteristiche che hanno fatto grande la Moda Italiana nel mondo?

Ciò che ha reso grande la moda italiana nel mondo è l’alta artigianalità, la cultura e l’imprenditorialità che ne hanno da sempre determinato una qualità di altissimo livello che ha avuto inizio in un periodo storico particolarmente favorevole, riscuotendo l’attenzione e l’approvazione dei mercati esteri più importanti anche per il talento che hanno dimostrato i grandi nomi della moda italiana.

Ripartire dal Made in Italy dopo la pandemia, ripartire dall’alto artigianato e dalla creatività: una sfida possibile per il settore della moda?

La nostra unica e grande fonte di potenziale ricchezza economica è la nostra cultura storica ed estetica in tutti i settori legati al commercio (come valore principale e assoluto), al turismo, alla moda, al design, alle auto e alle tradizioni artigianali ed anche alimentari, che devono ancora essere nuovamente la base ed il fondamento più importante su cui investire il nostro  amato Made in Italy, in una nuova dimensione di ricrescita economica in un Mondo ormai completamente digitalizzato, globalizzato ed eco-compatibile. Ritengo che L’Italia sia una delle pochissime Nazioni al Mondo che possa permettersi l’esportazione di determinati prodotti di lusso per le tradizioni produttive uniche che ci contraddistinguono.

Quindi, ripartire dalla creatività e dall’alto artigianato è, per il settore moda, una sfida che dobbiamo assolutamente vincere.

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Una carriera segnata da collaborazioni importanti: quali sono i grandi nomi della moda internazionale da cui ha potuto apprendere e cosa le hanno lasciato?

Le mie esperienze lavorative in ambiti aziendali importanti hanno determinato una crescita professionale ricca di esperienze che hanno permesso lo sviluppo della mia identità di designer. Certamente gli stilisti più famosi con cui ho avuto modo di collaborare come Karl Largefeld e Luciano Soprani ed altri, che ho avuto modo di conoscere, come Valentino, Versace e Armani, sono stati con il loro lavoro e con le loro proposte creative una fonte di grande insegnamento per me.

Da questi grandi nomi della moda internazionale ho appreso cosa significasse avere il senso della moda, il saper percepire in anticipo le tendenze e la professionalità in questo lavoro.

Moda oggi: a che punto siamo e quali sono, secondo lei, gli scenari futuri?

La moda italiana se desidera continuare ad avere i successi ed i consensi che ampiamente si sono verificati nel passato, soprattutto da noti creatori italiani, deve puntare sulle proprie potenzialità produttive ed effettive, oltre quelle creative ed estetiche è cioè quelle che premiano la meritocrazia e che bandiscono i clientelismi, nel rispetto delle individualità e dello stile specifico.

Ritengo che le menti imprenditoriali debbano possedere quell’ apertura mentale che possa far distinguere i veri talenti da coloro che effettivamente non dimostrino di esserlo per mantenere alto il livello qualitativo e creativo, oltre che produttivo.

 

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SALVATORE LEONE PRESS OFFICE

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