“Sono solo un narratore, e il cinema sembra essere il mio mezzo. Non è solo una forma d’arte, in realtà è una nuova forma di vita, con i suoi ritmi, cadenze, prospettive e trasparenze. È il mio modo di raccontare una storia.” (Federico Fellini)

L’Italia ha saputo dare il meglio di sé in diversi campi dell’arte e della cultura e indubbiamente il cinema rientra tra questi. Dietro la macchina da presa si sono avvicendati e continuano a posizionarsi registi italiani che tutto il mondo ci invidia. Talentuosi maestri che hanno portato sul grande schermo pellicole che hanno fatto la Storia. Alcuni tra i film più visti, apprezzati e acclamati da esperti e profani recano il marchio di fattura tricolore, quello che definisce una vera eccellenza italiana.

I migliori film italiani di sempre: la top five della critica cinematografica

I film italiani famosi nel mondo sono davvero tanti ed elencarli tutti è impresa impossibile. Per rendere un quadro abbastanza particolareggiato della produzione cinematografica italiana d’eccellenza è bene stilare una classifica dei film italiani considerati dalla critica i più belli di sempre, quelli da vedere almeno una volta nella vita. 

1. C’era una volta in America (1984) – C’era una volta il West(1968)

Sergio Leone si prende il primo posto della top five dei film italiani più belli di sempre con ben due pellicole, facenti parte della “trilogia del tempo”, insieme a Giù la testa. 

Tra gli interpreti di  C’era una volta in America, considerato un capolavoro del cinema mondiale ci sono Robert De Niro, James Woods e Elizabeth McGovern. Traendo libera ispirazione dal romanzo del 1952 di Harry Grey The Hoods, il film racconta della vita e delle avventure del criminale David “Noodles” Aaronson nell’arco di un quarantennio. Dal ghetto ebraico alla malavita organizzata, passando per gli anni del proibizionismo a New York, la pellicola riesce ad ambientare una gangster story sullo sfondo di un mondo in piena evoluzione. Sul grande schermo viene raccontata la fine di un’epoca, attraverso l’amicizia, l’amore, la malinconia e anche la violenza. 

C’era una volta il West, invece, è il primo film della trilogia, quello in cui un’ex prostituta rimasta vedova eredita un terreno su cui deve costruire una stazione. neanche a dirlo, quel terreno è conteso anche da un magnate che chiede l’aiuto di uno spietato assassino. Completano il quadro di personaggi un bandito locale ed un uomo che suona l’armonica, tutti uniti da legami e vendette. Claudia Cardinale, Henry Fonda, Gabriele Ferzetti, Jason Robards e Charles Bronson danno vita ad un film nostalgico e sensazionalistico: il progresso irrompe in un mondo antico, fatto di regolamenti di conti con duelli all’ultimo colpo, o meglio al primo, a quello che riesce a sferrare chi si volta anticipando l’avversario. Il West che non c’è più ce lo racconta Sergio Leone, rendendolo immortale, grazie anche alla colonna sonora di Ennio Morricone.

c'era una volta in america

C’era una Volta in America

2. Ladri di biciclette (1948)

Diretto, prodotto e sceneggiato da Vittorio De Sica, che scelse di filmare la spontaneità di molti attori non professionisti, realizzando uno dei migliori film italiani di sempre. Il titolo del film richiama quello del romanzo di Luigi Bartolini, ma il soggetto originale è di Cesare Zavattini. Ancora oggi è ritenuto uno dei massimi capolavori del neorealismo cinematografico, italiani, ritenuto da molti critici il più grande film di tutti i tempi.

Un uomo vive del proprio lavoro grazie alla sua bicicletta che un giorno gli viene sottratta. La disperazione spinge il protagonista a girovagare per tutta la città insieme alla sua famiglia, alla ricerca del mezzo rubato, sperando di ritrovarlo. In un mondo in cui i confini tra bene e male sono troppo spesso labili, l’uomo decide di rubare una bicicletta a sua volta e proprio quando il finale sembra inevitabilmente volgere al peggio, un gesto di umanità infonderà nuova speranza nel futuro.

Vittorio De Sica è riuscito a fotografare con crudo realismo la realtà sociale della Roma dell’immediato dopoguerra, una Roma ancora monumentale e antica, pulita, che non immagina ancora la trasformazione urbana a cui andrà incontro. Questa Roma è fatta di gente semplice, solidale, aperta e genuina, spontanea e familiare.

ladri di biciclette

Ladri di biciclette

3. Rocco e i suoi fratelli (1960)

Luchino Visconti dirige sapientemente un film ispirato ai racconti de Il ponte della Ghisolfa di Giovanni Testori che vuole rendere omaggio alla figura di Rocco Scotellaro, poeta rappresentante della lotta dei contadini meridionali. Un melodramma popolare, in bianco e nero, ambientato in una Milano per nulla accogliente, restia e chiusa di fronte al diverso, al meridionale, al “terrone”.

Alain Delon, interpreta Rocco, dito medio della mano rappresentata da cinque fratelli, figlio della vedova Rosalia. Tutti insieme si trasferiscono a Milano dalla Lucania portandosi dietro tanti problemi e andando incontro a tanto pregiudizi. Tra alti e bassi, drammi profondi e colpi di scena improvvisi, ognuno prenderà la sua strada, e quelle dita si staccheranno lentamente dalla mano che li univa tutti.

rocco e i suoi fratelli

Rocco e i suoi Fratelli

4. 8 1/2 (1963)

Premio Oscar come miglior film straniero al capolavoro di Federico Fellini, nato da una crisi di ispirazione di uno dei migliori registi italiani. Nella pellicola, entrata di diritto nella storia del cinema mondiale, un noto regista di mezza età si ferma a riflettere sulla sua vita trascorsa fino a quel momento. Donne, rimpianti, tanti bivi in cui avrebbe potuto prendere direzioni diverse. Un vero e proprio dramma esistenziale che coinvolge gli spettatori nella vita di Guido, interpretato magistralmente da Marcello Mastroianni.

Un blocco d’artista che fa da preludio alla successiva opera d’arte, passando per i rapporti ostili con Chiesa e critica, per un passato che non ritornerà più e per il fardello di angoscia verso il futuro e per un controverso rapporto con il mondo femminile. Fellini racconta la crisi e la rinascita di se stesso, di un uomo, di tutti noi.

otto e mezzo

Otto e Mezzo

5. I soliti ignoti (1958)

Tra i film commedia italiani che si prendono un posto nella storia del cinema, c’è questo lungometraggio di Mario Monicelli. Con questa pellicola nasce in italia un nuovo genere cinematografico, la Commedia all’italiana, che focalizza la risata sulla quotidianità della gente comune, sulla società contemporanea, nella quale il pubblico può riconoscersi. Due nastri d’argento e una candidatura ai premi Oscar 1959 come miglior film straniero, grazie anche alla straordinaria interpretazione di un cast stellare, tra cui spiccano Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e Totò.

La trama è semplice, ma di immediato impatto: un improvvisato gruppo di ladruncoli pianifica una rapina ai danni di un’agenzia del Monte dei pegni. I cinque “soliti ignoti” si rivolgono ad un esperto criminale in libertà vigilata, pronto a svelare tutti i trucchi del mestiere. Risate assicurate ancora nel 2019.

i soliti ignoti

I Soliti Ignoti

I film italiani più visti nel mondo, campioni di incassi e premiati dall’Academy 

Volendo poi stilare una classifica degli incassi dei film italiani nel mondo, la musica cambia e l’attenzione si sposta sulle pellicole più recenti del panorama cinematografico tricolore. Ecco i tre film italiani più visti nel mondo:

1. La vita è bella (1997)

Alzi la mano chi non ricorda una delle premiazioni più celebri nella notte degli Oscar: un “Robertoooo!” gridato davanti al mondo intero da un’emozionata Sophia Loren e un piccolo uomo che gioioso e festante si arrampicava sulle poltrone rosse dell’Academy. 18 anni fa Roberto Benigni stringeva tra le mani il premio più ambito per un regista, quella dorata statuetta che portò l’Italia sul tetto del mondo in fatto di grande schermo.

Una struggente pellicola sulla persecuzione ebraica durante la Seconda Guerra Mondiale, raccontata con la verve comica di Benigni che riesce a strappare un sorriso di pancia anche mentre le lacrime solcano il viso. La colonna sonora di Nicola Piovani scandisce i tempi di uno dei film italiani più visti all’estero, considerato un capolavoro del cinema mondiale.

la vita è bella

La Vita è Bella

2. La ricerca della felicità (2006)

Nessun Premio oscar, ma tanta fama e soprattutto tanti incassi per il film diretto da Gabriele Muccino tredici anni or sono. Tra i film italiani più famosi si posiziona questo film in cui l’Italia non è praticamente nemmeno menzionata. La storia di un riscatto di un americano in America, una storia d’oltreoceano raccontata dal punto di vista di un regista internazionale. La disperazione, la determinazione, la forza della volontà: Will Smith è un padre che insegue il sogno americano per garantire un futuro a suo figlio e mostrargli che se ci si crede davvero tutto può diventare possibile.

alla ricerca della felicità

Alla Ricerca della Felicità

3. La grande bellezza (2013)

L’Italia ritorna sul gradino più alto del podio agli Oscar con questa pellicola firmata da un napoletano doc, Paolo Sorrentino. Un film che riprende le atmosfere opulente di Fellini per raccontare la decadenza di Roma,  una città che ha dimenticato la sostanza a favore della forma. Un mondo di vacua apparenza si dipana sul grande schermo, una sfilata di personaggi che hanno preferito l’apparire all’essere, dimenticando i sentimenti genuini della gioventù. Sullo sfondo la grande bellezza della Città Eterna, muta testimone del tempo che passa, della società che si evolve, non sempre in meglio. Uno dei film più visti e amati della storia.

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La Grande Bellezza

Recensioni e pop corn, grandi interpreti e indimenticabili colonne sonore, pellicole in bianco e nero e modernissimi lungometraggi. Storie e persone, prima di trame e personaggi, per un cinema, quello italiano, che da sempre ha saputo raccontare al mondo intero il cambiamento, l’evoluzione e la nostalgia.